Profumo di carne?! Arriva TiManzo, l’e-commerce del fresh food di Filippo Avidano

Intervista a Filippo Avidano, ex studente di E-commerce Master e founder di TiManzo, il fresh food e-commerce che sta rivoluzionando una famiglia di allevatori da quatto generazioni

Il volume dell’e-commerce aumenta di giorno in giorno, soprattutto per quanto riguarda i prodotti enogastronomici: eBay Gusto, Amazon Fresh, Taste It. Secondo i siti americani Mashable e VentureBeat, le 10 startup con più alto potenziale hanno come oggetto del proprio commercio i prodotti alimentari.

Ma cosa accade quando un’azienda d’allevamento a conduzione familiare incontra l’e-commerce? Nasce TiManzo.

Abbiamo chiacchierato con Filippo Avidano, ex studente di E-commerce Master e founder di TiManzo, il fresh food e-commerce che sta rivoluzionando la vita di una famiglia di allevatori (ben quattro generazioni) e che sicuramente cambierà il modo di conoscere, comprare e assaporare la carne.

Ma non chiamatelo macelleria!

T. Dopo una laurea triennale in Economia e Commercio e una Magistrale in Amministrazione e Controllo di Impresa, hai deciso di intraprendere una strada meno tradizionale, avvicinandoti al mondo dell’e-commerce. Cosa ti ha spinto a dare una svolta così inaspettata al tuo futuro professionale?

F. Si può dire che stavo proprio aspettando una svolta inaspettata! Mi spiego meglio: mi trovavo a metà percorso della magistrale e le strade che si stavano prospettando mi avrebbero portato in direzioni opposte o quasi. Da un lato c’era quella più chiara e sicura che mi avrebbe portato ad approcciarmi al lavoro di famiglia (tutt’altro che monotono e noioso) e dall’altra parte una strada nuova, inesplorata che credevo mi avrebbe portato lontano sia geograficamente sia per quanto riguarda la tipologia di lavoro. L’aver realizzato che lavori tradizionali come l’allevamento e l’agricoltura potessero trarre giovamento dall’evoluzione tecnologica e socio-economica è stato il fattore chiave della mia decisione.

T. Durante il Master in E-commerce di TAG Innovation School, ti è stato richiesto di sviluppare un progetto personale e il tuo si strutturava sulla realizzazione di un e-commerce nel settore fresh food. Ci racconti quale è l’idea alla base di TiManzo che è diventato in poco tempo anche un progetto di vita?

F. TiManzo è un’idea partita sia dalla mente che dal cuore. Sicuramente la legge darwinista del mercato sottolinea come chi si adatta ai cambiamenti ha più probabilità di fare qualcosa di buono rispetto a chi continua per la propria strada con il paraocchi. Ma il nostro progetto si basa anche sulla volontà di contribuire ad accorciare quella distanza che si è venuta a creare negli ultimi anni tra il prodotto carne e i consumatori. Occorre cambiare l’approccio alla vendita, cercando di non mascherare un prodotto che ha alle spalle il lavoro complicato di molti specialisti, puntando a innovare le forme di consumo senza però dimenticare i contenuti di memoria storica e locale.

T. Dopo quattro generazioni di allevatori, come è stato all’interno della tua famiglia l’approccio al cambiamento dell’attività in chiave digital?

F. Non poteva essere accolto in un modo migliore. L’entusiasmo che sta riuscendo a portare questa proposta di innovazione è indicativo sul come la nostra attività di famiglia abbia superato momenti difficili in passato e soprattutto come si stia preparando a un futuro migliore, cercando di puntare su lavoratori giovani e idee nuove.

T. Quali sono i passi che hai seguito per la realizzazione del tuo e-commerce e quale la strategia di sviluppo del brand che hai strutturato?

F. Sono partito da uno studio approfondito del mercato attuale in Italia, sia dal punto di vista del prodotto che da quello della concorrenza. Sembra scontato ma per vendere un prodotto come la carne online l’ostacolo più importante è assicurarsi che le persone sappiano che un prodotto come questo può essere acquistato su internet. Per questo motivo ho accolto positivamente l’apertura di Amazon Fresh e la sua relativa pubblicità: grazie a loro oggi molte più persone sanno che esiste un’altra via rispetto ai supermercati e ai negozi fisici. In seguito ho cercato di delineare i principali competitor, mettendomi nei panni di un consumatore medio interessato al fresh food. La conclusione a cui son giunto è stata quella che TiManzo non dovrà competere solo con i negozi online di carne, ma anche con tutti quelli che vendono cibo di alta qualità e che offrono al cliente un’esperienza culinaria ed educativa. Proprio per questo TiManzo avrà la volontà di spiegare, raccontare e soddisfare cercando di recuperare quel senso di fiducia e appagamento che si è un po’ perso con la vendita tramite la GDO.

T. Quali sono le difficoltà maggiori per un e-commerce del fresh food? Quali sono i brand ai quali ti ispiri maggiormente?

F. Si deve sicuramente usare molta cura nella scelta dei metodi di conservazione e spedizione del prodotto. Grazie allo sviluppo della tecnologia dei materiali oggi possiamo inviare un pacco speciale formato da una scatola in polistirolo espanso riciclabile con all’interno del gel refrigerante che mantiene per almeno 48 ore una temperatura adatta alla conservazione del prodotto non surgelato, permettendo la perfetta conservazione delle proprietà nutrizionali e del gusto della carne. Per quanto riguarda la spedizione, abbiamo la possibilità di raggiungere tutta Italia al massimo in due giorni e a oggi stanno nascendo diversi servizi che si occupano delle consegne dell’ultimo miglio che daranno la possibilità di ricevere il pacco a un orario prestabilito direttamente in ufficio, a casa propria o in un pick-up point a discrezione del cliente. Poi ci sono altre sfumature sempre molto importanti che nei mesi di ricerca ho imparato ad apprezzare su alcuni e-commerce che sono tutt’ora fonte di ispirazione: su tutti, Fanceat per l’impostazione del suo sito molto immediata, chiara e divertente; Pescolo per la sua filosofia di vendita e Cortilia per la forte componente educational sui propri clienti.

T. Tra le aule di TAG Innovation School hai conosciuto Carlotta Schezzini, con la quale hai iniziato una collaborazione professionale per lanciare effettivamente il tuo progetto. Come è nata l’idea di coinvolgere una dev tutta al femminile?

F. Carlotta è fiorentina e appena ha sentito profumo di ‘’ciccia’’ mi ha trovato. A parte gli scherzi, TAG Innovation School, grazie alla filosofia del networking, mi ha portato a conoscere un mucchio di persone molto interessanti e preparatissime e Carlotta è stata una di queste. Nei momenti di pausa durante un hackathon, a cui abbiamo partecipato (e vinto) nello stesso team, lei si è interessata molto al mio progetto e dal momento che lei è una delle migliori dev, copywriter e designer multitasking che abbia conosciuto, sono stato contentissimo di cominciare a lavorare insieme.

T. Cosa ti aspetti dal futuro? Quali saranno gli step successivi alla messa online del sito?

F. Quest’anno sarà un anno di test, perché ci saranno molte cose da mettere a punto e perfezionare. Un fattore che mi preme moltissimo è il rapporto con il cliente e per questo motivo l’attenzione sarà focalizzata principalmente sulla gestione ottimale di quest’ultimo, dai metodi di engagement creando contenuti interessanti e istruttivi fino a una gestione post vendita che generi un valore aggiunto sensibile. Parlando di un futuro più lontano sarebbe importante guardare verso un’implementazione di omnicanalità, ma per ora i miei programmi sono settimanali e soprattutto con il periodo di lancio non ci possiamo permettere distrazioni.